Emissioni GHG

Emissioni Scope 1, 2 e 3: guida chiara per PMI

Scope 1, 2 e 3 non sono categorie burocratiche: rispondono a una domanda semplice, cioè di chi è il controllo sulla fonte di emissione. Capirle bene evita gli errori più comuni nei questionari dei clienti.

Redazione Report Ambientale 8 min di lettura
Contatore elettrico e caldaia a gas in un locale tecnico di un capannone industriale

La logica dei tre Scope

Il GHG Protocol, lo standard internazionale più usato per contabilizzare i gas serra a livello aziendale, divide le emissioni in tre ambiti in base a dove avvengono e a chi le controlla. La distinzione serve a evitare doppi conteggi e a chiarire su quali fonti l'azienda ha leva diretta.

Lo Scope 1 comprende le emissioni dirette da fonti possedute o controllate: la caldaia a gas della sede, i veicoli aziendali, i forni di produzione, le perdite di gas refrigeranti dagli impianti. Lo Scope 2 riguarda le emissioni indirette legate all'energia acquistata, tipicamente elettricità, calore o vapore: le emissioni avvengono nella centrale, ma sono causate dal tuo consumo. Lo Scope 3 raccoglie tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore, a monte e a valle: beni acquistati, trasporti di terzi, spostamenti casa-lavoro, uso e fine vita dei prodotti venduti.

CO2 e CO2e non sono la stessa cosa

La CO2 è un singolo gas. La CO2e, anidride carbonica equivalente, è un'unità che esprime l'effetto di diversi gas serra, come metano e protossido di azoto, convertendoli in base al loro potenziale di riscaldamento globale. Un inventario espresso in CO2e è quindi più completo di uno che conta la sola CO2.

Nei documenti va sempre indicata l'unità usata. Se i fattori di emissione disponibili coprono solo la CO2 per una certa fonte, il risultato va presentato come tonnellate di CO2, non di CO2e, oppure va dichiarato quali gas sono stati esclusi. Presentare un dato di sola CO2 come CO2e è un errore che un cliente attento noterà.

Non esiste un fattore di emissione universale

Le emissioni si calcolano moltiplicando un dato di attività, ad esempio kWh o litri, per un fattore di emissione. I fattori però cambiano in base al paese, all'anno, al combustibile, alla fonte che li pubblica e ai gas inclusi. Un fattore per l'elettricità della rete italiana di un anno non vale per un altro anno, né per un altro paese.

Per questo diffida di qualsiasi valore presentato come valido sempre e ovunque. Nel report indica per ogni fattore la fonte, l'anno di riferimento e l'unità. Per l'Italia, enti come ISPRA pubblicano fattori nazionali; per lo Scope 3 si ricorre spesso a banche dati internazionali, e anche lì va citata la versione usata. Se il fattore più recente disponibile si riferisce a un anno precedente a quello dei consumi, scrivilo.

  • Fonte del fattore, con nome dell'ente o della banca dati
  • Anno di riferimento del fattore
  • Unità di misura del dato di attività e del risultato
  • Gas inclusi: solo CO2 oppure CO2e

Scope 2: location-based e market-based

La Scope 2 Guidance del GHG Protocol prevede due metodi di calcolo, da riportare idealmente entrambi. Il metodo location-based usa il fattore medio della rete elettrica in cui avviene il consumo: riflette l'intensità emissiva del sistema elettrico locale, indipendentemente dal contratto.

Il metodo market-based riflette invece le scelte contrattuali dell'azienda, ad esempio l'acquisto di energia coperta da garanzie di origine o un contratto di fornitura diretto. Richiede strumenti contrattuali che soddisfino specifici criteri di qualità. Se non disponi di questi strumenti documentati, il calcolo market-based usa un fattore residuale, non il valore zero. Dichiarare zero emissioni Scope 2 solo perché la bolletta riporta la dicitura energia verde, senza documentazione adeguata, non è corretto.

Scope 3 in una PMI: da dove cominciare

Lo standard Scope 3 individua quindici categorie. Per una PMI calcolarle tutte il primo anno non è realistico e spesso non è utile. È più sensato identificare le categorie probabilmente più rilevanti, spesso beni e servizi acquistati e trasporti, e partire da quelle con il metodo più semplice disponibile, dichiarandone i limiti.

I metodi basati sulla spesa sono rapidi ma imprecisi; quelli basati su dati fisici o forniti dai fornitori sono più accurati ma richiedono più lavoro. Iniziare con il primo per avere un ordine di grandezza e migliorare nel tempo è una strategia legittima, purché sia dichiarata.

Dichiarare un inventario parziale

Quasi ogni inventario di una PMI è parziale. Non è un problema se lo dichiari con chiarezza. Indica quali Scope e quali categorie sono coperti, quali fonti sono escluse e perché, quali dati sono stimati. Una frase come: inventario Scope 1 e Scope 2 location-based; Scope 3 non calcolato in questo esercizio, è più utile di un numero totale che lascia intendere una copertura completa.

La pagina sulla metodologia GHG di Report Ambientale descrive come la piattaforma tratta fattori, anni e fonti. I calcoli prodotti sono stime per bozze modificabili, da verificare internamente: non costituiscono una verifica di parte terza.

  • Scope e categorie incluse
  • Fonti escluse con motivazione
  • Metodo Scope 2 utilizzato
  • Dati stimati e metodo di stima

Domande frequenti

Le emissioni dei veicoli aziendali sono Scope 1 o Scope 3?

Se i veicoli sono posseduti o controllati dall'azienda, le emissioni da combustione rientrano generalmente nello Scope 1. Gli spostamenti con mezzi non controllati dall'azienda, come le auto private dei dipendenti per il tragitto casa-lavoro, rientrano nello Scope 3.

Con un contratto di energia verde lo Scope 2 è zero?

Non automaticamente. Nel metodo location-based si usa comunque il fattore della rete. Nel market-based un valore basso o nullo richiede strumenti contrattuali documentati che soddisfino i criteri della Scope 2 Guidance.

Devo calcolare lo Scope 3 per rispondere a un cliente?

Dipende da cosa chiede il cliente. Se lo Scope 3 non è stato calcolato, è corretto dirlo e indicare eventuali piani futuri, invece di fornire un valore non fondato.

Fonti e riferimenti

Prossimi passi